Itinerario alla scoperta delle sagre e festività del Salento.
DURATA: la durata dell'itinerario è legata alla disponibilità di tempo libero
DIFFICOLTÀ: nessuna
MODALITÀ: in auto
Otranto e Torrepaduli
LOCALITÀ INTERESSATE (a): Otranto
COME RAGGIUNGERLO (a): da Lecce- Maglie (SS 16) proseguire per Otranto;
DESCRIZIONE ITINERARIO (a):
- 13, 14 agosto: festa dei Santi Martiri. La festa richiama il dramma della presa di Otranto da parte dei Turchi, nel 1480 e il successivo martirio degli ottocento prigionieri che non vollero convertirsi all'Islam per aver salva la vita. Le strade di Otranto si riempiono di bancarelle e si animano di turisti e curiosi che assistono alla messa e alla processione. E' d'obbligo la visita alla Cappella dei Martiri, nella cattedrale e alla chiesa di Santa Maria dei Martiri, sul Colle della Minerva dove i martiri furono trucidati. Negli edifici sacri citati sono conservate le spoglie mortali dei due volte protettori di Otranto, spoglie che, secondo la leggenda, restarono incorrotte per un anno all'aperto, fino alla riconquista della città l'anno successivo.
LOCALITÀ INTERESSATE (b): Torrepaduli, frazione di Ruffano;
COME RAGGIUNGERLO (b): da Maglie- S. Maria di Leuca (SS 275) seguire le indicazioni per Ruffano e da qui per Torrepaduli;
DESCRIZIONE ITINERARIO (b):
- 15, 16 agosto: festa e fiera di San Rocco. Legata alla leggenda secondo la quale il santo avrebbe soggiornato a lungo nella località, la festa si compone di due parti, una religiosa con la statua del santo che viene portata in processione per le vie del paese e una civile, che assume quasi i tratti di una festa pagana. Dopo la processione segue, sullo spiazzo antistante il santuario di San Rocco, una festa che dura fino al mattino dopo tra musica e danze popolari, al suono della "pizzica pizzica". Per l'occasione si può assistere alla "danza delle spade", dove due persone simulano un combattimento al suono frenetico dei tamburelli. Si è voluta vedere nella danza, una lotta tra l'uomo e la "taranta", ma in realtà il ballo risalirebbe alla presenza in zona, per l'occasione della fiera, di zingari e gitani che solevano risolvere le controversie in pubblici duelli col coltello.
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