
Martignano: più evidente, rispetto alla probabile origine romana, appare il legame con la presenza bizantina sul territorio. A partire dal IX-X secolo, infatti, il centro più piccolo dell'area ellenofona della Grecía Salentina inizia ad essere colonizzato da popolazioni balcaniche che qui si stabiliscono diffondendo lingua e cultura greca. Le prime fonti attendibili risalgono però al periodo angioino. Intorno al 1200, infatti, Martignano insieme a Sternatia va in feudo a Simone Belvedere sposo della figlia di re Carlo I. Nel 1300 passa ai conti Gualtieri e Isabelle di Brienne, poi alla regina Maria d'Enghien, sposa di Raimondello Del Balzo Orsini. Martignano giurerà poi fedeltà agli aragonesi mentre, a partire dal Cinquecento, la proprietà del feudo passerà dalla famiglia Pignatelli, ai Palmieri, ai Pisanelli ed infine ai Granafei, ultimi feudatari prima della fine dei vincoli feudali sancita dalle leggi napoleoniche (1806). Sono secoli durante i quali Martignano si spopola pesantemente a causa delle pesanti ingerenze dei feudatari, delle precarie condizioni di vita e della povertà; tutti fattori che lo porteranno a perdere la secolare autonomia risultando, dal 1808 al 1832, aggregato alla più popolosa ed importante Sternatia. Per tutto il 1800 e per buona parte del secolo scorso, Martignano resta immobile ed interessato dalle altre vicende storiche solo in maniera latente. Solo di recente Martignano inizia ad uscire dall'atavico torpore che lo caratterizza da secoli.
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Martignano: a dispetto delle dimensioni, Martignano, centro più piccolo della Grecía Salentina, presenta opere architettoniche di pregevole fattura. Tra queste va subito segnalata la chiesa parrocchiale (dedicata a San Pantaleone), il cui nucleo originario risale al 1541. All'edificio sacro si sono aggiunti nel corso dei secoli la torre dell'orologio e la torre campanaria che vanta alcuni interventi del noto architetto e scultore Giuseppe Cino da Lecce e del celebre Giuseppe Zimbalo, entrambi tra i migliori interpreti del barocco leccese. Il portale della chiesa è di epoca rinascimentale mentre lo splendido mosaico pavimentale risale al 1876. All'interno della chiesa sono presenti anche alcune tele del pittore Oronzo Tiso (1736-1800), un crocifisso ligneo del XV secolo e sulla cantoria, un organo a canne del 1690 recentemente restaurato. In piazza Palmieri troviamo la cappella di S. Giovanni Battista del 1691 che risulta tuttora affrescata con scene della vita del santo e il Palazzo Baronale, in cui nacque il 5 maggio 1721 Giuseppe Palmieri, iIlustre riformatore illuminista del Regno di Napoli nonché Direttore del Supremo Consiglio delle Finanze e gentiluomo di Camera di Re Ferdinando IV di Borbone. A poca distanza dal palazzo baronale troviamo il convento dei Francescani, oggi in stato d'abbandono, con attigua la chiesa di S. Francesco, al cui interno sono presenti alcuni altari in stile rococò. Da segnalare inoltre la cappella della Conella, dal greco "eikon" (immagine) risalente alla fine del XVI secolo, nella quale in passato venivano abbandonati i figli illegittimi. Tra i principali eventi ricordiamo la Festa in onore di S. Pantaleone il 27 di luglio, l'antico rito della Fòcara (falò) dell'uragano il 15 e il 16 di novembre e infine il Carnevale della Grecía Salentina.
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In auto: raggiunta Bari attraverso l'A14 si prosegue per Brindisi e Lecce da dove è possibile imboccare la SS 16 in direzione Maglie-S. Maria di Leuca; uscita Martignano.
In treno: in treno fino alla stazione FFSS di Lecce da cui si può proseguire in autobus usufruendo del servizio di trasporti locale Salento in Treno e in Bus o usufruendo del servizio autolinee STP Lecce.
In aereo: l'aeroporto più vicino è Brindisi (per maggiori informazioni sugli aeroporti visita: Aeroporti di Puglia) dal quale è possibile raggiungere Lecce tramite servizio navetta a pagamento per poi proseguire in autobus.