IL BAROCCO LECCESE
Itinerario alla scoperta del Barocco Leccese.
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- DURATA: una giornata - itinerario disponibile tutti i giorni
- PARTENZA: Nardò
- MODALITÀ: escursioni a piedi e in auto (minimo 5 persone)
- IL COSTO INCLUDE: guida turistica (italiano /lingue straniere su richiesta) ed ingressi
- LOCALITÀ INTERESSATE: Nardò
- DESCRIZIONE ITINERARIO:
Nardò è una fiorente cittadina di antichissime origini (l’antica Neretum dei Messapi), che conserva interessanti testimonianze sugli sviluppi del Barocco Leccese. Giunti a Nardò, occorre sostare nei pressi del centro storico e procedere a piedi alla scoperta di bellissimi edifici e monumenti, partendo dalla barocca P.zza Salandra. Lo spazio è occupato dalle facciate di bellissimi edifici, quali il Palazzo della Pretura (XVIII sec.) che presenta un classico colonnato archi finemente lavorati, i quali sostengono un piano superiore con finestre dalle raffinate cornici. Al centro della piazza si trova la Guglia dell’Immacolata (1769), la quale si presenta più come un oggetto di raffinata oreficeria che non come un complemento architettonico dello spazio. La piazza è comunque dominata dalla facciata della Chiesa di San Domenico, ricostruita dopo il terribile terremoto del 1743 che fortunatamente lasciò illesa la facciata e parte di alcune strutture, quali la sagrestia. L’interno purtroppo si presenta fortemente rimaneggiato, con notevoli cesure tra le parti “sopravvissute” e quelle ricostruite. Il San Domenico si deve ai progetti di Giovanni Maria Tarantino che, per questo suo capolavoro, può essere annoverato tra i maestri del Barocco Leccese. La facciata si presenta divisa in due corpi con una parte inferiore che, per la pittoresca animazione, sembra tramandare l’horror vacui del Medio Evo. Il portale è inquadrato da due colonne con fusto diviso in due pezzi, caro al Barocchetto, con un corpo superiore scanalato e quello inferiore finemente cesellato. Ai lati, poggianti su un alto basamento, si trovano figure vegetali e antropomorfe sulle cui spalle grava il “peso” della trabeazione. I corpi laterali sono scanditi da quattro coppie di colonne binate, che a stento sembrano trattenere un brulicare di personaggi e figure. La parte superiore delle facciata sembra quasi appoggiarsi sul piano sottostante, senza soluzioni di continuità. Due coppie di paraste legate nella parte alta, inquadrano un intricato gioco di chiaro- scuri, composto dal finestrone centrale, dalle nicchie laterali con statue di santi e dalla nicchia in alto che spezza in due la cornice di coronamento. L’interno, a tre navate, si presenta più sobrio rispetto all’esterno, anche se non mancano decorazioni di gusto tipicamente seicentesco. Notevoli le tele, tra cui la Madonna del Rosario attribuita a Donato Antonio D’Orlando. Molte le analogie che legano la Chiesa di San Domenico alla Chiesa dell’Immacolata, tanto da far pensare ad un unico autore, appunto il Tarantino. Ancora una facciata divisa in due corpi sovrapposti, ma ben più austera rispetto al San Domenico. Ancora paraste, qui unite da un festone, a scandire la facciata, arricchita tra l’altro da nicchie e delicate cornici. Alla linearità dell’esterno fanno da contrasto gli sfarzosi altari, con colonne tortili che sembrano aver perduto la consistenza della pietra e intricati motivi floreali e vegetali. Al centro, preziose tele frutto delle migliori botteghe locali. Altro edificio simbolo del Barocco Leccese nella sua componente neretina, è la Chiesa dell’Incoronata, ubicata in Via del Mare e attribuibile ancora all’instancabile Tarantino. Il motivo delle paraste affiancate, la finezza dei motivi ornamentali e delle cornici di portali e finestre, sono, infatti, tutti elementi che concorrono all’identificazione del Tarantino quale architetto egemone sulla scena neretina. L’interno a navata unica con transetto, è scandito da arcate contenenti gli altari, tra i quali spiccano l’altare Maggiore e quello dedicato all’Incoronata. Entrambi si presentano come prodotti raffinatissimi, in particolare quello dedicato alla Vergine Incoronata, impreziosito da nicchie con santi, puttini e motivi vegetali. Le testimonianze barocche presenti a Nardò sono molte, tanto da rendere impossibile una loro descrizione. Sarà pertanto necessaria una visita a edifici quali le Chiese di San Giuseppe e di Santa Teresa, con le loro facciate concave- convesse che sembrano compenetrarsi.
- SOSTE PREVISTE:
l'itinerario prevede una sosta, durante la quale è possibile visitare i
numerosi negozi/laboratorio che popolano tutto il centro storico.
- I CLIENTI CHE LO DESIDERANO possono:
- scegliere di gustare i piatti tipici della cucina salentina: pranzi, cene e aperitivi vengono organizzati su richiesta da Itinerarisalento.com;
- decidere di prolungare il soggiorno prenotando una camera in hotel, bed and breakfast oppure in appartamento.
- RICHIESTE: si organizzano itinerari ed escursioni su misura (bicicletta, cavallo, barca, ecc..).
- INFORMAZIONI UTILI: si consiglia abiti e scarpe comode e di prestare molta attenzione alle indicazioni della guida.
- PAGAMENTO: con carta di credito, bonifico bancario, vaglia postale fino a tre giorni prima del tour, se preferite contattarci inviate una e-mail a: info@itinerarisalento.com oppure telefonate ai numeri 0836.571704 oppure +39 335.7361870 .
Gli itinerari del Barocco:
Il barocco a Lecce
Il barocco a Nardò
Il barocco a Gallipoli