Monumenti e Chiese di Racale
Dolmen: Dall’antico idioma bretone DOL (tavola) e MEN (pietra), il Dolmen costituisce un monumento megalitico, misterioso ed arcaico che racchiude in sé millenni di storia, testimone di luci e di ombre che continuano ad alternarsi nella vita di ogni umana creatura.
Il dolmen si trova in agro di Racale in località “Ospina” .
E’ una stupenda costruzione di grosse lastre calcaree affiancate lungo un perimetro rettangolare, ricoperte da un’altra grande lastra, monolitica in origine, ora spaccata in due grandi tronconi accostati. E’ rivolto verso oriente, secondo la tipica disposizione dei monumenti megalitici che guardano tutti verso il sole, la luce, la divinità.
E’ in proprietà privata, ma facilmente raggiungibile perché non vi sono muri perimetrali che impediscono il passaggio.
Menhir: L’agro di Racale e quelli dei comuni vicini, che fino a tutto il ‘700 erano in buona parte boschivi e macchiosi, hanno subito nel secolo XIX una intensa opera di trasformazione agricola, che non ci permette neanche di immaginare quali e quante tracce del passato siano state cancellate.
Qualche menhir è comunque sopravvissuto. A Castelforte si può vedere un menhir che la manomissione subita ha inserito in un contesto non suo, snaturandolo, e togliendo la possibilità di localizzarne il sito di origine. Un altro menhir è situato all’interno di un complesso agrituristico in contrada Paramonte.
Specchia:Misteriosa ed arcaica costruzione megalitica costituita da un insieme ordinato di grosse pietre atte a formare una rudimentale torretta. Quando i Romani la videro, osservando la loro struttura e l’ambiente in cui erano state edificate, le chiamarono”speculae”, dal verbo speculor che significa ”osservare intorno”. Da allora furono denominate specchie. I Romani, però, intuirono il loro autentico ed esclusivo uso per cui i Messapi le edificarono?
Se esse servirono per osservare eventuali violazioni del territorio da parte dei nemici invasori, esse hanno contribuito ad assegnare continuità di utilizzazione, nel corso dei secoli, all’ambiente in cui furono edificate. La Specchia di Racale ha suggerito, nel secolo da poco trascorso, la costruzione di un osservatorio della Marina Militare ormai in disuso.
La Specchia di Lido Pizzo suggerì la costruzione della Torre del Pizzo, XVI secolo.
Chiesa Santa Maria delle Grazie (Chiesa Addolorata):Agli inizi del 1600 il popolo volle e costruì questa chiesa appena fuori dai sobborghi dell’antica Terra, nella località denominata “Li Curti de lo Leo”, ma conosciuta ancora oggi dal popolo col nome latinizzante di “Curti Lei”.
La chiesa non era molto grande, ma aveva un tetto in conci di tufo, con ampia cupola sovrastante l’altare. Annessa alla chiesa vi era una piccola abitazione in cui prendeva posto un eremita il quale si consacrava alla Vergine e si prendeva cura della sorveglianza e della pulizia della chiesa stessa.
Nel 1721, non più sufficiente alle esigenze del momento, la chiesa fu ampliata in modo splendido, come testimonia Mons. Sanfelice, vescovo di Nardò.
Chiesa di Santa Maria De Paradiso (Chiesa San Giorgio Martire): Costruita dalla devozione del popolo intorno al sec. XII.
Nel suo interno si possono ammirare dei quadri di olio su tela dei sec. XVII e XVIII e qualche affresco.
Chiesa della Madonna dei Fiumi: Durante lavori di restauro effettuati alcuni anni fa nella Chiesa della Madonna dei Fiumi sono stati rinvenuti i resti del primitivo luogo di culto bizantino, affossati sotto l’area presbiterale. Il vano, interamente scavato nella roccia, ha un orientamento nord-sud ma non lascia individuare su quale lato fosse aperto l’ingresso. Il vano, inoltre, è stato troncato a nord quando sono state scavate nella chiesa le fosse sepolcrali, agli inizi del sec. XIX.
Ricca di affreschi, con molta probabilità del sec. XVI.
Tra gli affreschi La Madonna di Costantinopoli (ultimo restauro datato dicembre 2001), L’Annunciazione del 1613, La Deposizione del 1614, S. Elia profeta e S. Leonardo Abate.
La volta emisferica fatta interamente affrescare con scene della vita di Maria e con le figure dei Santi Pietro, Paolo, Sebastiano e Giorgio (1718).
Oltre agli affreschi vi sono Oli su tela raffiguranti su uno la Pietà, dedicato alla B.V. Addolorata, e sull’altro le Sante Marina e Lucia.
Chiesa di San Nicola Pellegrino: L’antico edificio voluto da Giordano aveva grosso modo la medesima struttura che presenta ancora oggi. Originali sono in esso il portale, impreziosito da due cunei in pietra tufacea lavorata, e sormontato da una lunetta; brevi tratti del muro della facciata; la parte inferiore destra del muro di fondo, comprendente porzione dell’antico arco absidale.
Chiesa dell'Immacolata: La chiesa da intitolare all’Immacolata Concezione di Maria, fu eretta per volontà della Confraternita e la costruzione fu completata nel 1677, come si leggeva nella lapide che fino al 1956 sovrastava il suo ingresso principale: “questo tempio della santissima Vergine Immacolata costruito con le offerte dei fedeli fu completato il 12 febbraio dell’anno del Signore 1677”.
Centro Storico: I vicoli sono fedeli testimonianze del centro storico, che originariamente era il centro abitato e fortificato in virtù della presenza di poderose mura lungo il perimetro del paese a cui si accedeva attraverso tre porte.
Castello Baronale: Parte dell’attuale costruzione risale agli inizi del secolo XV ad opera del barone Puccio di Tolomei, durante la dominazione degli angioini.
E’ probabile, tuttavia che il castello dei Tolomei sorgesse su un preesistente maniero.
Oggi il castello si presenta molto diverso da come era originariamente ed assume l’aspetto di un palazzo signorile, e ben poco resta dell’antico fortino con funzioni prevalentemente difensive.
L’attuale ingresso del castello è costituito da un importante portale preceduto da un ampio spazio lastricato. E’ stato realizzato, insieme ad altre parti dell’edificio, nel 1770 dai baroni Basurto che lo hanno fatto sormontare dallo stemma della propria famiglia.
Edicole Votive Rurali: Sono delle piccole costruzioni rurali con immagini di santi, della Vergine o di Cristo spesso costruite nelle vicinanze dell'ingresso della proprietà rurale. Dette immagini erano sicuramente espressione della devozione e della fede cristiana, ma non è escluso che forme di paganesimo, inducevano i proprietari a immaginare che la cappella potesse servire come protezione della proprietà.
Antiche costruzioni rurali: Costruzioni a forma di trullo ed interamente in pietra, sono presenti sul territorio di Racale e del Salento.
Dette costruzioni, nel gergo locale, sono denominate "caseddhi". Esse sono realizzate con tantissime pietre informi con una tecnica di costruzione a secco.
La maggior parte di essi sono a struttura circolare, ma tanti sono di forma quadrangolare. Molto caratteristici sono quelli a gradoni, generalmente due o tre, che si restringono salendo verso l’alto.
La maggior parte dei caseddhi sono stati costruiti nell’ ottocento parallelamente allo spezzettamento dei grandi latifondi e alla nascita delle piccole proprietà terriere.
Un tempo essi avevano la funzione di riparo durante l’estate, soprattutto nelle ore più calde poiché al loro interno l’ambiente si manteneva sempre fresco.
(Fonte: sito ufficiale Comune di Racale)