Monumenti e Chiese di Novoli
Chiesa dell'Immacolata: Al suo interno si conserva in particolare un importantissimo affresco bizantineggiante, un icona della Vergine Odegitricia rinvenuta nella Cappella della Mater Dei (come veniva chiamata anticamente) nel 1865, immagine tra l'altro raffigurata per alcuni periodi di tempo sullo stemma cittadino. L'affresco, collocato cronologicamente nei primi decenni del XIV secolo, rappresenta la Madonna con il Bambino con ai lati i monogrammi in lingua greca MP e OY ai lati del volto di Maria, e IC e XC a destra della figura del Bambino (il sovrintendente, architetto Riccardo Mola, lo definì "di pregevole valore").
Chiesa della Madonna del Pane: All'interno della chiesa (in fondo alla navata sinistra) è presenta la statua della Vergine, opera dell'artista Luigi Guacci; il simulacro è accolto da un'edicola di marmo dal luglio del 1930, dopo che un incendio sviluppatosi dalla caduta di un cero (26 aprile 1929) distrusse la vecchia statua e danneggiò il tempio.
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Chiesa della Vergine del Buon Consiglio: Fu fatta costruire nel 1842 da Donna Marianna Tarantini e aperta al culto solo nel 1845, dopo la costruzione della dote. "La Tarantini costituì un legato con la rendita di 8 ducati e 99 grani, derivante dai fondi Valentini e Maria Piccinna. Il primo dei legatari, che dovevano essere tutti eredi in linea maschile dei Tarantini, fu il nipote Pietro, il quale fra l'altro, doveva festeggiare la Madonna del Buon Consiglio con una novena ed una messa solenne in canto il 26 aprile di ogni anno". Attualmente la cappella è di proprietà della famiglia .
Chiesa di San Biagio: Il corpo originario della chiesa fu costruito intorno al 1645, anche se questa verso la fine dell'800 fu ricostruita visto la stato in cui versava, "rovinata dall'umidità [...] sospesa ed abbandonata". Nel 1883, infatti, i sacerdoti D. Luigi Francioso e D. Salvatore Parlangeli decisero di far radere al suolo quella esistente e ricostruirne un'altra "con mezzi propri e con qualche tenue offerta dei fedeli", mentre nel 1890 D. Pasquale De Matteis donò una casa da adibirsi a sagrestia. Attualmente la cappella appartiene alla Parrocchia Sant'Andrea Apostolo.
Chiesa di Sant'Oronzo: Il tempio, a pochi metri dalla Chiesa Matrice dedicata a Sant'Andrea Apostolo, si presenta con un insolita pianta ottagonale e con un'epigrafe latina, sormontata da una croce, sulla porta d'ingresso ("Hoc sacellum/Salvatori et Maria/...Tiarum [...]/Dicatum"). Affascinante è la volta "ad ombrello", che rimanda alla soluzione adottata sull'abside della Chiesa di S.Croce a Lecce. Proprio per tali ragioni la chiesa va assegnata probabilmente alla scuola dell'architetto-scultore leccese Gabriele Riccardi.
Chiesa di Sant'Antonio Abate: La facciata della chiesa, preceduta da una scalinata con annesso piazzale, presenta uno stile neoclassico scandito da quattro paraste con capitelli dorici sovrastate da un timpano triangolare nel mezzo del quale è presente un orologio donato nel 1930 dal rettore Don Carlo Pellegrino. La porta d'ingresso mostra i battenti in bronzo istoriati dai Fratelli Lani, così come gli ingressi delle due navate laterali che sono più basse ed arretrate. Sul lato sinistro, in posizione arretrata rispetto alla facciata, infine, vi è l'alto campanile edificato nel 1937 dall'architetto Cino Mazzotta che riprendere, nella massima semplicità, le linee architettoniche della facciata.
Chiesa di Sant'Andrea Apostolo: La chiesa parrocchiale (interessata da alcuni anni da una serie di interventi di restauro) si presenta con una facciata a vela, a due ordini raccordati da volute laterali sormontate da angeli; il portale, invece, è fiancheggiato da colonne corinzie che recano scolpita sui capitelli l'aquila ad ali spiegate, motivo che riprende lo stemma dei Mattei. Sullo stesso si notano un finestrone mistilineo ed una statua della Madonna con Bambino affiancata da due angeli. Sulla sinistra della facciata, infine, in posizione arretrata, si erge campanile innalzato nella seconda metà del Settecento, la cui trabeazione è interrotta, così come altri campanili del territorio salentino.
Chiesa di San Giuseppe: Attualmente la cappella, appartenente alla Parrocchia Sant'Andrea Apostolo, presenta centralmente l'altare maggiore con ai lati, in posizione più avanzata rispetto a questo, due nicchie contenenti i simulacri di San Giuseppe e della Madonna delle Grazie.
Chiesa e convento dei Padri Passionisti: La Chiesa "Cuore Immacolato di Maria" si presenta come uno straordinario gioiello di stile ed arte gotica, inquadrato soprattutto nella facciata dominata dal portale sormontato dal regolare timpano, dalle guglie perfettamente eseguite e dal finestrone circolare ornato di membrature ed intrecci di archi polilobati. All'interno (da notare l'immensa pala con raffigurato il Cuore immacolato di Maria) si presenta con un'unica navata, anche se tre arcate per lato danno l'impressione della presenza di navate laterali occupate da altari (importanti quelli laterali in marmo policromi originali) e confessionali (alcuni riprendono li linee architettoniche della chiesa).
Chiesa di Santa Maria delle Grazie: Due sono gli elementi di straordinaria bellezza: il suo portale, su cui sono presenti le armi dei Mattei (assegnato all'architetto scultore leccese Gabriele Riccardi) e l'affresco "Cristo di pietà" presumibilmente di epoca cinquecentesca, conservato ancora all'interno del Convento.
Colonna Osanna: Si tratta di una colonna in marmo sormontata da un capitello e da una croce "trifogliata" eretta presumibilmente nel 1692. Costituisce un monumento importante, perché è l'ennesima testimonianza della presenza del Casato Mattei nel territorio novolese; sulla colonna, sistemato sul lato sinistro della Chiesa di Sant'Antonio Abate (sull'omonima via), infatti sono rappresentati lo stemma della famiglia fondatore di Novoli, lo stemma del Comune di Santa Maria de Novis, la Madonna di Costantinopoli e Sant'Antonio Abate, quest'ultimi i Santi Patroni della comunità. Attualmente la colonna è stata compromessa a causa di una forte ondata di maltempo che ha investito il Salento il 26 settembre 2006; le forti raffiche di vento hanno danneggiato la particolare croce che, caduta da due metri d'altezza, è andata in frantumi.
Frantoi Ipogei: Si estendono in tutta l'attuale zona cimitero, un tempo zona fertile, terreno di caccia dei Mattei: Uno dei più importanti ha sede all'interno della Masseria della Corte o Baronale; si tratta di un trappeto cinquecentesco detto "alla calabrese" scavato nella roccia (per alcuni anni è stato il suggestivo scenario del Presepe Vivente). All'interno di questa masseria, inoltre, è presente la "Grotta Lago" scoperta nel 1950 dal Cav. Donato Romano e notevole testimonianza della vita agricolo-pastorale novolese (descritta nell'Apprezzo del 1707).
Un altro trappeto ipogeo è ubicato nella frazione di Villa Convento sotto la Masseria Convento e appartiene al dottor Franco Russo. Il frantoio è stato edificato nel 1622, data scolpita anche su una lastra di pietra leccese posta sulla volta a botte ribassata del vanoscala.
Palazzo Baronale: Fu edificato agli inizi del XVI secolo dai baroni Mattei, legando così la sua storia alle vicende di questo casato che detenne il territorio per ben due secoli, dal 1520 al 1706. Testimonia sicuramente ciò l'edificazione del castello, fatto costruire da Paolo Mattei proprio in seguito all'impossessamento del feudo novolese; l'edificio divenne, successivamente, sede di una ricca biblioteca ad opera di Alessandro Mattei II noto come "grande umanista e mecenate", il quale ospitò nel Palazzo Baronale il filosofo e medico di Leverano Girolamo Marciano che si servì della Biblioteca del Conte ("ricchissima di tanti libri che non ha pari nella provincia") per completare la sua "Descrizione di Terra d'Otranto".
Verso la metà del '600 il palazzo fu ampliato e modificato, mentre le ultime trasformazioni furono volute dall'ultimo dei discendenti del Casato Mattei (il pronipote Alessandro III) che fece costruire nel 1700, una passeggiata scoperta nel cortile e la fontana opera di Giuseppe Cino (tutt'ora visibile all'interno del palazzo, al piano superiore). All'interno del castello, infine, sono rimasti agli angoli di una sala, alcuni stemmi di famiglie che hanno soggiornato: Della Torre, Pepoli, Malvezzi. Il quarto è andato perduto
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Palazzo della "Cavallerizza": E' descritto nel catasto conciario del 1751. Sul Palazzo sono scolpiti gli stemmi dei Carignani, degli Alfarano-Capece, dei Della Torre e dei Mattei, che si ritrovano nella Chiesa di S. Maria degli Angeli a Lecce. All'interno del palazzo, restaurato recentemente, ha sede (dalla parte di via Matilde) la Saletta della Cultura "Gregorio Vetrugno" (Opificio comunale e sala conferenze).
Teatro Comunale: L'edificio, dal punto di vista architettonico ed artistico, costituisce a grandi linee una straordinaria "testimonianza di architettura tardo-neoclassica, con la conformazione interna a staffa con due ordini di palchi ed un palcoscenico con quattro camerini per gli artisti". La sua importanza è data anche dal fatto che, al momento della sua inaugurazione, rappresentava il primo e unico esempio nel Salento di edifico ad emiciclo totalmente isolato, che al suo interno rispecchiava in miniatura la struttura del teatro Paisiello di Lecce. Attualmente il teatro novolese è interessato da grossi lavori di restauro, che riguarderanno sia il consolidamento statico sia alcune sostanziali modifiche che lo renderanno agibile secondo le leggi previste in materia. Il Teatro Comunale di Novoli, inoltre, è inserito, insieme ad altri teatri pugliesi, all'interno del Progetto Transfrontaliero Adriatico Ar.Co nato in attuazione della Misura 2.1 del PO Interreg IIIA Italia - Adriatico, al quale partecipano diverse regioni italiane ed alcuni paesi dell'area adriatico-balcanica (Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia -Montenegro, Macedonia, Albania).
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(Fonte: sito ufficiale Comune di Novoli)