Monumenti e Chiese di Muro Leccese
Chiesa e Convento dei Domenicani: Non si può avere un quadro completo del profilo storico religioso di Muro, prescindendo dalla presenza dei padri Domenicani i quali, ebbero un'influenza particolare sulla popolazione. Sull'antichissimo cenobio dei Padri Brasiliani , dipendente dal gran Cenobio di Casole, fu eretto nel 1561 , per volontà del Principe di Muro Giovan Battista I Protonobilissimo, un suntuoso monastero sotto il nome di S. Spirito .Fu lo stesso principe a chiamare i padri Domenicani i quali, il 13 dicembre 1562 presero possesso del convento nella persona del Vicario Generale dell'ordine Pietro d'Alicante.
Nel 1583 Cornelia De Monti, moglie di Giovan Battista II Protonobilissimo, fece costruire la monumentale chiesa che ancora ammiriamo.
Nel 1809 , a seguito della normativa napoleonica sull'abolizione degli ordini religiosi, il convento fu soppresso. Il successivo governo dei Borboni invece di ripristinarlo, come fu fatto con tanti altri, sperperò il patrimonio e disperse i beni che si erano andati accumulando con le varie donazioni.Chiesa e Convento sono stati nel 1996 oggetto di restauro per ospitare la riunione del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea, tenutosi nell'ambito dei Semestre italiano di Presidenza. San Domenico, convento e chiesa, è la sintesi dell'egemonia dell'arte rinascimentale nel Salento.
Piazza del Popolo: Piazza del Popolo è sicuramente la " piazza più bella del Salento ": una piccola bomboniera di pietra leccese, di quella più calda nel colore e più dolce ai virtuosismi degli scalpellini. Sulla piazza prospettano, con casuale assonanza, le splendide chiese barocche dell'Annunziata e dell 'Immacolata , edificate la prima alla fine dei XVII secolo su una preesistenza bizantina e la seconda tra il 1778 ed il 1787 su una antica preesistenza, il Palazzo del Principe , il palazzo Ducale e la colonna dei Quattro Evangelisti, posta al centro ed eretta nel 1607.
Palazzo del Principe : Il Palazzo è stato edificato nella prima metà del secolo XVI su una vecchia preesistenza medievale, una fortificazione databile alla fine del XV secolo che cingeva molto probabilmente tutto il borgo medievale. Nella zona nord del Palazzo è stato portato alla luce un fossato profondo circa quattro metri , ricavato nella roccia, e un tratto di muratura con il toro, caratteristica modanatura a tondino delle fortificazioni militari della fine del XV secolo. Inoltre, nel cortile del Palazzo, adiacente alla fortificazione, è stato individuato un viottolo in cui erano ricavati nella roccia delle fosse granarie di splendida fattura.
Chiesa dell'Annunziata (Chiesa Matrice): L' attuale chiesa fu edificata tra il 1681 e il 1693 su un preesistente edificio sacro di dimensioni inferiori. Il progetto è di due architetti muresi: Francesco Milanese e Giovanni Battista De Bellis . E' a tre navate e con pianta a croce latina. Sul portale d'ingresso si innalzano due statue raffiguranti la scena dell'Annunciazione. Oltre all' altare maggiore che proviene dalla chiesa dei Domenicani, vi sono altri sette altari . Di particolare rilievo quello dell'Annunziata, posto nel braccio sinistro del transetto, in cui le tele dell'Annunziata, dell'Immacolata e dell'Assunta e le quattro formelle raffiguranti storie della vita della Vergine si inseriscono in una pregevolissima e ricchissima macchina scultorea. Nel braccio destro del transetto si ammira l'altare dedicato a S. Antonio da Padova del 1714 di buona fattura.
La Chiesa dell'Annunziata, per la quantità e la qualità delle tele che accoglie, alcune di enormi dimensioni si può definire una vera e propria Pinacoteca. Vi si trovano, infatti, opere di alcuni tra i più importanti pittori salentini del '700. Oltre al murese Liborio Riccio , (1720-1785) vi hanno lavorato tra gli altri Serafino Elmo da Lecce (1696-1722) e Aniello Letizia .
Chiesa di Santa Marina: La Chiesa di Santa Marina è una delle più antiche di Terra d'Otranto: edificata intorno al IX-XI secolo , è una delle espressioni artistiche più importanti e interessanti dell'architettura bizantina. La struttura muraria è stata in parte realizzata utilizzando i grandi blocchi squadrati della vicina cinta muraria messapica; l'edificio è a navata unica con abside semicircolare: i recenti lavori di restauro hanno messo in luce, nascosti per secoli sotto uno strato di intonaco a calce, la decorazione pittorica che si articola lungo le pareti interne dell'edificio.
Da un attento esame della superficie pittorica appare chiaro che essa si compone di una serie di strati di affresco contrapposti. Nonostante le modeste apparenze, la chiesa di Santa Marina occupa un posto significativo sia per le peculiarità architettoniche sia soprattutto per gli affreschi che accoglie, di una valenza storica e artistica eccezionale. In essa è conservato, infatti, il più antico ciclo di affreschi sulla vita di San Nicola, vescovo di Mira (Licia, Asia Minore, Turchia) in tutto l'arco del Mediterraneo. La datazione degli affreschi muresi è da ascriversi a prima del 1087 .
Chiesa di Santa Marina di Miggiano: Se la chiesa di Santa Marina segna il periodo di più intensi rapporti con la pittura bizantina coeva alla riconquista dell'Italia meridionale da parte di Bisanzio, la chiesa di Santa Maria di Miggiano rappresenta invece il tramonto di quella pittura. La chiesa è in aperta campagna, a circa due chilometri dal centro urbano: è un edificio a pianta rettangolare con tetto a doppio spiovente; i pochi residui iconografici si trovano nella zona presbiteriale e nel catino absidale.
Menhir: monumenti megalitici più significativi presenti nel territorio sono i menhir , che misurano in media
4 metri .
Il loro uso non è chiaro ma sin da tempi molto remoti hanno sicuramente avuto funzione rituale; nel Medioevo la Chiesa ha fortemente combattuto la litolatria , diffusa in tutta la Puglia , ma i menhir hanno continuato ad essere dei simulacri per le popolazioni, tanto che vennero, infine, cristianizzati con l'aggiunta della croce sia in cima sia in incisione sulle facce. Grazie alla cristianizzazione i megaliti, chiamati Osanna o Sannà in dialetto salentino, sono rimasti intatti.
Resti messapici: Una delle caratteristiche ricorrenti delle città messapiche è la presenza di una cinta muraria . La cinta muraria di Muro Leccese risulta ancora visibile in elevato per lunghi tratti. La cittadina deve probabilmente il suo stesso nome ai resti della possente cerchia muraria. Nella zona Sitrie si può vedere la "Porta Nord" , scavata negli anni 1986 e 1988: la strada presenta ancora le tracce delle carreggiate antiche; la Porta è del tipo cosiddetto "a tenaglia", cioè, si apre in una rientranza rispetto alla linea delle mura; un bastione di forma trapezoidale è stato aggiunto in un secondo tempo nell'angolo più sporgente della porta, per rinforzare la difesa. Sui lati, a blocchi squadrati, del vano della porta sono presenti gli incastri che ricevevano i battenti di chiusura; un po' prima ci sono due intagli verticali che fanno ipotizzare la presenza di una saracinesca manovrata dall'alto della porta.
(Fonte: sito ufficiale Comune di Muro Leccese)