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Monumenti e Chiese di Martano


Chiesa Matrice SS. Madonna dell'Assunta: Dedicata all'Assunta, protettrice del paese, fu ricostruita nel 1596 (sul portale si legge:"Hoc cives posuere Dei matrique dicarunt 1596"), distruggendo qualsiasi ricordo dell'antica chiesa di rito greco. Costruita da maestranze neretine (all'epoca il protagonismo di quelle di Martano non si era ancora affermato) che nel portale riproposero il modello medievale dei leoni stilofori dell'antica chiesa. Alla spoglia porzione della facciata inferiore, contrasta la zona superiore che si presenta congestionata da angeli aggettanti in percario equilibrio, serpi, ghirlande barocche, festoni e mascheroni, sirene impudiche. Nelle paraste appare il motivo architettonico tipicamente leccese della "colonna ingabbiata". L'arioso interno conserva notevoli altari sei - settecenteschi; in quello della Santissima Annunziata possiamo ammirare una splendida tela del pittore leccese Oronzo Tiso, della seconda metà del '700; notevole è pure la tela dell'Immacolata, attribuita a C.Fracanzano. Allo stesso modo, sono di notevole interesse l'alta mole dell'organo, posto sulla porta d'ingresso, ed il ligneo soffitto decorato nel '700 con 75 formelle ortogonali. Il modesto campanile fu completato soltanto nel 1769.


La Cappella degli Angeli: Edificata in aperta campagna dal "clan" dei Margoleo nel 1721 (attualmente è nel recinto del cimitero comunale) è un prodotto tipico dell'architettura del primo '700 dell'area grika per la solidità dell'impianto, la perizia tecnica e la sapienza costruttiva. Come in altre Cappelle axtraurbane (vedi la "Madonnella" sulla via per Borgagne) la facciata è ripartita da quattro elastiche paraste di origine gigante che arrivano fino alla sommità dell'edificio. In asse col portale è il ricchissimo finestrone che, invenzione assai ricercata, sfonda il cornicione ponendosi quasi come elemento architettonico dotato di una sua autonomia. Il serpente che si morde la coda - simbolo del tempo - è un'inserzione di questo secolo. I due stemmi sono: quello a destra dell'Università, ossia del Comune del tempo; l'altro della famiglia Venneri - Stomeo.


Chiesa della Madonna SS. del Rosario
: Sotto il titolo del Rosario, il grandioso complesso domenicano data all'inizio del '600; la chiesa fu fatta o rifatta nel 1652, data che si legge sul prospetto che si è conservato nella sua originaria fisionomia. Non così per la facciata dell'attiguo convento che fu ricostruita in forme neoclassiche negli anni settanta del secolo scorso, quando vi si insediarono alcuni uffici comunali. Originale è rimasto il quadrangolare chiostro dove si apre l'ampio scalone per il piano superiore, sede delle celle per i frati. L'interno della chiesa è a tre navate, impostate su robusti pilastri quadrangolari, coperte da volte a botte su lunette scaricate su elaborati peducci che, come sempre nell'area grika, testimoniano la sapienza costruttiva delle maestranze locali. Gli altari sono quasi tutti della prima metà del '700 ed in genere sono tipologicamente simili a quelli delle altre chiese dei Domenicani. Tra le numerose tele degne di attenzione, vi è quella della Circoncisione, del primo '600, e quella della Pietà, attribuita ad A.Fracanzano e, per alcuni, addirittura a Palma il Giovane (è la tela dell'altare maggiore rifatto a Napoli, in marmo, nel 1752). Settecentesco è il grande organo. Sulla piazza antistante vi è il busto bronzeo di Salvatore Trinchese, realizzato nel 1907 dal grande scultore A.Bortone.


Centro Storico
: Definito col nome di "Terra" perchè circondato da mura con fossato, torri e castello, la parte più antica di Martano rappresenta uno dei centri più interessanti del Salento sia per l'ottimo stato di conservazione che per la regolarissima struttura viaria ad andamento ortogonale che permette di ritagliare isolati rettangolari le cui dimensioni non superano i ventisei metri di lunghezza, misura che troveremo in altri centri della Grecìa Salentina. L'accesso all'abitato era garantito da due porte ora distrutte, messe all'estremità dell'attuale via Roma. Il minuto tessuto residenziale fatto non solo di piccole case a corte ma anche di palazzetti con straordinarie soluzioni architettonico - decorative (Portali, balconi, finestre, colonne angolari, stemmi, etc.), è dominato dai due enormi volumi del Castello e della Parrocchiale che costituiscono momenti tra i più significativi della Storia dell'Arte salentine.


Palazzo Andrichi-Moschettini
: Chi lascia l'abitato di Martano per raggiungere Otranto, si troverà di fronte, sulla sua sinistra, la lunga facciata a due piani del vasto palazzo Andrichi - Moschettini costruito tra il 1710 e il 1720. Sei aperture animano il primo piano; il fastoso portale, assimetricamente collocato in facciata, e sormontato da un lungo balcone sorretto da sette mensoloni di notevolissima potenza figurativa ed inventiva; ben diciassette pilastrini definiscono la balaustra del balcone che inquadra un arco stemmato che, arretrato, contiene l'apertura per l'accesso al balcone. Altro esemplare tipico dell'abilità costruttiva delle maestranze martanesi e del gusto delle ricche famiglie committenti è l'elemento più caratteristico di questo edificio: la parte terminale, specie di ballatoio sostenuto da beccatelli e archetti pensili che si sviluppano per tutta la lunghezza della facciata e sono uno diverso dall'altro a riprova di una capacità ideativa veramente straordinaria. In alto nel parapetto si aprono le saettiere che servivano per scrutare se dal mare arrivavano i soliti temutissimi Turchi.


Palazzo Pino
: E' una costruzione in gran parte ristrutturata alla fine del XVIII secolo che si affaccia sulla attuale via Marconi, cioè in una zona fuori le mura, oltre il fossato che all'epoca doveva essere già scomparso. Ha un impianto seicentesco e avanzi di un giardino assai vasto. Il motivo più significativo è, tuttavia, il sistema portale-balcone-arcostemmato. Il portale può essere dei primi decenni del XVIII secolo; più tardo (circa 1780-90) il virtuosistico balcone traforato sostenuto da sei elaborati mensoloni, insieme perfettamente conservato ed esemplare dell'abilità tecnica ed artistica delle maestranze martanesi. Sopra il balcone, quasi come una loggia poco profonda, si innalza un elaborato arco a tre segmenti sormontato da un ricchissimo stemma che emerge su tutto e reca un'iscrizione in caratteri greci di difficile lettura ma che probabilmente è fatta ad arte perchè sembra riferirsi all'amore perduto di una donna che viene chiamata Meriàtses. In questo palazzetto sembra condensarsi tutta la grazia elegante di un secolo ormai alla fine.


Case a corte
: Probabilmente è la tipologia di edilizia domestica della famiglia patriarcale, ossia quell'unità che, attraverso un unico accesso dalla strada rappresentato da un semplicissimo portale ad arco, organizza attorno ad uno spazio aperto (la Corte), le singole unità abitative, spesso un solo vano, appartenenti alla stessa famiglia. Gran parte dei "borghi" di Martano sono costituiti da questa tipologia tipica di una economia quasi essenziale rurale. Via Zaca e via Catumerèa sono strade quasi esclusivamente formate da "Case a Corte" dove, nonostante le trasformazioni, è sempre individuabile il tipo base.Con il crescente fenomeno di deruralizzazione la "Casa a Corte" è stata privata degli ambienti specialistici come la piccola stalla, in genere sistemata nell'orto o in un angolo del cortile a ridosso del muro di confine con la strada. L'essenzialità di questa tipologia manifesta la condizione socio - economica di una classe rurale che nello spazio comune della corte trovava il modo di socializzare buona parte delle attività domestiche e di sfuggire a qull'isolamento che è tipico del lavoro contadino. Spesso la "Corte comune" ha visto l'attestazione di sette - otto nuclei familiari, fenomeno oggi del tutto scomparso.


Palazzo Micali
: In via degli Uffici, è datato 1719 e costituisce il palazzetto architettonicamente più maturo della fiorente attività edilizia locale del primo '700. Assai simile, specialmente nella zona inferiore, al palazzo Andrichi - Moschettini, è caratterizzato dal lungo balcone sorretto da sei mensoloni che reggono una balaustra ornata da splendidi motivi scolpiti. Sotto la bifora pensile si apre l'elaborato portale con lo stemma e la data (1719). Sul capitello centrale della bifora è issata la statua dell'Arcangelo Michele: questo pezzo di eccezionale bravura esecutiva sembra appeso al cornicione ed è uno dei momenti migliori della secolare esperienza costruttiva delle maestranze martanesi, il punto più alto di equilibrio tra tecnica e fantasia. Questa è la vera architettura "martanese", se è giusto usare quest'aggettivo


Specchia dei Mori
: La Specchia dei Mori o "Segla tu Demoniù" è situata a ridosso della strada provinciale Martano-Caprarica, 500metri circa dopo il Cimitero, sul ciglio di faglia della Serra di Martignano. Ha base circolare, di oltre 30 metri di diametro e domina, a est, una vasta pianura di oliveti che giunge fino alla costa idruntina. Nelle giornate serene ed in assenza di foschia vi si possono scorgere distintamente il mare, le eventuali navi in transito e, sullo sfondo, le montagne della costa albanese.Fu certamente utilizzata come postazione di vedetta durante le frequenti incursioni piratesche che tormentarono il Salento nei secoli passati e, probabilmente, costruita a questo scopo in epoca medievale. Non si può, tuttavia, escludere che si tratti di un monumento funerario di epoca protostorica, come vuole peraltro una colorita leggenda locale.


Menhir San Totaro
: il Menhir di San Totaro a Martano detto anche menhir di Santa Lucia, ricadeva all'interno dell'omonimo borgo settecentesco, prendendo il nome dalla vicina cappella intitolata alla santa. E' il più alto tra i menhir pugliesi: 5 m. per una base di cm. 45 x 35, di datazione incerta.


(Fonte: sito ufficiale Comune di Martano)


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