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Monumenti e Chiese di Maglie


Il Duomo o chiesa della Collegiata: E' la principale chiesa della città e mantiene la denominazione alla greca di chiesa Grande. Sorge sullo stesso luogo di due precedenti matrici, rispettivamente del XVI e XIV secolo. Di un grazioso barocchetto, sviluppa piani di facciata in morbido chiaroscuro seguendo l'andamento della strada. L'interno a croce latina presenta tre ampie navate voltate alla leccese ed impostate su solidi pilastri. Emergono per la loro qualità plastica i due altari delle testate del transetto ed il Maggiore, tutti scolpiti in pietra leccese da Emanuele Orfanoe dipinti a marmo (mano?!). Il Maggiore è sormontato dalla statua della Madonna della Misericordia ed ai capialtare da quelle degli apostoli Pietro e Paolo; nel presbiterioil coro ligneo a 80 stalli, opera tardo settecentesca. Nel braccio destro del transetto la cappella del Sacramento, rivestita di marmi policromi, opera del mormorano napoletano Domenico d'Aloia. Sulle pareti laterali due ovali dipinti da Oronzo Tiso: la Madonna col Bambino e San Gaetano trienne in uno e San Francesco da Paola nell'altro. Sulle macchine degli altari del transetto tele del napoletano Pietro Bardellino e del ruffanese Saverio Lillo.


Chiesa di Santa Maria della Scala: Sorge sulla struttura dell'omonima chiesa medievale. I frati conventuali la adattarono come chiesa del loro convento alcuni anni dopo la loro venuta a Maglie. L'interno a tre navate è completamente decorato da stucchi di epoca settecentesca. Imponenti gli altari del transetto, opera del copertinese Ambrogio Martinelli rispettivamente dedicati alla Vergine del Rosario ed alla Madonna della Scala. Interessante la tela dell'Annunciazione, sul primo altare a sinistra, di Domenico Carella e l'affresco della Madonna della Scalasull'altare del braccio destro del transetto. Al magliese Giuseppe Mangionello si deve il ritratto a rilievo marmoreo di Michela Tamborino Frisari e ad Antonio Montefusco la tela di S. Antonio da Padova.

Chiesa dell'Addolorata: A sud della città, dove sorgeva la chiesetta rurale di San Giovanni si innalza la chiesa dell'Addolorata, eretta tra il 172 ed il 1725, santuario mariano dal 1988. La facciata, caratterizzata da un marcato ritmo ascensionale, è divisa in due ordini: quello inferiore presenta un portale costituito da due colonne e da una trabeazione arricchita da due ricci di timpano e da una croce su volute; ai lati due nicchie riccamente ornate sormontate da altrettanti cartigli. Il secondo ordine è arricchito da un finestrone con una ricca trabeazione su cui emerge lo stemma civico. A lato della chiesa vi è un moderno calvario in pietra leccese realizzato su progetto del pittore magliese Antonio Montefusco. L'interno è caratterizzato da una serie di altari barocchi, da tele del De Simone, Mangionello, dalla Via Crucis di Luigi Portaluri e da un armadio ligneo, in cui è conservata la statua di cartapesta dell'Addolorata, opera della locale Scuola d'Arte e Mestieri fondata da Egidio Lanoce.

Chiesa della Madonna delle Grazie: Chiamata anticamente della Congregazione, è arredata con un portale barocco, attribuibile a Giulio Cesare Penna il vecchio, sormontato da una statua della Madonna col Bambino che reca alla base un cartiglio con la data di esecuzione: 1648. L'interno, a planimetria quadrangolare, si sviluppa in una navata unica. Possiede un unico altare la cui macchina elaborata da Giovanni Donato Chiarello incombe sui fedeli con una mole probabilmente progettata per un ambiente ben più ampio. Una grande pala ad olio, raffigurante la titolare della chiesa coi santi Antonio Abate, Basilio, Antonio da Padova e una veduta di Maglie, é opera del leccese Giuseppe Verrio; le tele sulle pareti raffigurano i dodici Apostoli. Di ignoto sono le pitturazioni della volta raffiguranti un concerto angelico in lode della Vergine, la cacciata dall'Eden di Adamo ed Eva.

Il Complesso Culturale l'Alca - Museo e Biblioteca comunali: Dal 1999 il palazzo Sticchi, in via Vittorio Emanuele, ospita il nuovo complesso culturale cittadino che prende il nome da un pinguino fossile, l'alca impennis, i cui resti, recuperati in grotta Romanelli, sono ora esposti nel Museo che occupa, a sua volta, il piano terra dello splendido edificio. La ridefinizione degli spazi espositivi, nell'attuale sede, esalta il ruolo della struttura quale Museo del territorio secondo un percorso che illustra: · L'evoluzione della terra. · Le geologia del Salento. · L'evoluzione dell'uomo. · La fauna preistorica del Salento. · Il paleolitico. · L'arte paleolitica. · Il neolitico e l'età dei metalli. Al piano superiore è ospitata la Biblioteca comunale, ricca dei suoi 400 anni di vita, di libri antichi ma anche di nuovi settori informativi come il settore informatico, la mediateca e la ludoteca.

Campanile: Alto circa 48 m., in pietra leccese a cinque piani, di cui i primi quattro a sezione quadrata composti architettonicamente negli ordini dorico, ionico, corinzio, tuscanico e l'ultimo ottagonale con il cupolino maiolicato con una croce sommatale. Sono attribuiti allo Zimbalo i quattro ordini superiori, dopo un primo intervento basamentale ad opera del "veneto" Giovanni Larducci.

Monumento a Francesca Capece: Opera della scultore ruffanese Antonio Mortone, la cui bottega d'arte era a Firenze, dove rivestiva un ruolo significativo fra gli artisti più importanti dell'epoca. La statua, in marmo bianco di Carrara, ritrae l'anziana nobildonna seduta su di una poltrona a braccioli, stile impero, vestita secondo la moda ottocentesca mentre appoggia con affetto la mano sinistra sulla spalla di un adolescente, e con la destra gli offre la croce, simbolo della fede, e un libro, simbolo della conoscenza. Il giovanetto, seminudo quasi a significare la pura semplicità dell'adolescenza di fronte all'istruzione, presenta la mano sinistra su uno scudo con l'impresa di Maglie. Il gruppo marmoreo poggia su un alter plinto decorato con encarpi. Sulle lastre centrali vi sono due scudi penali; uno, sul lato della Duchessa porta l'iscrizione "Ego plantavi ... sed Deus inrrementum dedit e l'altro, sul lato del giovanetto : Luce intellettual piena d'amore. La lastra centrale reca l'iscrizione Francesca Capece MDCCCICIX. In realtà il monumento viene inaugurato il 29 luglio del 1900 e diventa il simbolo di Maglie, l'espressione di affettuosa riconoscenza della cittadinanza verso la nobildonna.



(Fonte: sito ufficiale Comune di Maglie)


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