Monumenti e Chiese di Lequile
Piazza San Vito e Guglia del Santo: Situata nella piazza, è opera dello scultore locale Oronzo Rossi, che, ispirandosi ai modelli del Barocco Napoletano, per forma e struttura, la edificò in pietra leccese nel 1694.
Ha pianta piramidale e termina con la statua del Santo Protettore di Lequile.
Palazzo dei Principi Saluzzo: Notevole per i suoi vasti ambienti e per le numerose sale che lo compongono, l'attuale edificio venne, molto probabilmente, ampliato nella prima metà del secolo XVII, con oratorio nel piano superiore e una magnifica biblioteca privata; al piano terra è annessa una cappella dedicata a S. Giorgio.
Chiesa Parrocchiale SS. Vergine Assunta in Cielo: Riveste notevole interesse storico-artistico, in quanto importante testimonianza di architettura sacra del XVIII sec. Fu costruita sull'area di una precedente Chiesa (con l'aggiunta nei 1834 della navata trasversale e dell'abside), su disegni del 1723 di Mauro Manieri; fu terminata nel 1746 come afferma una larga iscrizione sulla facciata.
La Chiesa è sormontata da un'ampia cupola ed è fiancheggiata da un campanile a cinque piani (completato dall'architetto Russo di S. Cesario 1896), decorato con bifore, sormontato da un cupolino a forma piramidale. L'interno, a croce latina, presenta sei cappelle, il cupolone dell'altare maggiore e due altari nel transetto. Fra gli altari più interessanti si ricorda quello della Vergine del Rosario.
Palazzo Caiaffa: (sec. XVII)
Edificio bipiano con una bellissima balconata, a colonnine, che corre lungo tutto il palazzo, prolungandosi anche su un ampio terrazzo.
La stessa balconata è sostenuta da numerosi mensolini antropomorfi e con decorazioni vegetali.
Chiesa San Vito:Chiesa tìpicamente barocca a croce greca.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1661 e terminarono nel 1670 su progetto di Salvatore Mìccoli. La Chiesa ha un imponente e interessante cupola a ceramiche finemente colorate.
Nell'interno si apprezzano nove grandi tele, che rappresentano storie di Santi.
Chiesa di San Nicola o Del Redentore: Chiesa barocca del XVII sec. (1670), con pianta a croce greca; al centro un alto tamburo con finestre sostiene una cupola ottagonale, con rivestimento a palmette di ceramica colorata. La facciata ha un bellissimo portico anteriore. All'interno, l'altare maggiore, dedicato al Crocifìsso, è sormontato da un affresco risalente al 1692.
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Menhir: II Menhir "Aia della corte" viene scoperto nel 1922. E un parallelepipedo dalle dimensioni 2,80x42x35cm. Presenta dei solchi. Il termine Menhir proviene dal brettone e significa "Pietra Lunga" (da Món = Pietra e Hir - Lunga).
Sono confitti nella roccia, per questo si chiamano anche "Pietre Fitte". Non è chiaro l'uso e la destinazione di questi monumenti, che, sin dai tempi antichi, nel Salento, hanno avuto funzioni rituali. Recenti studi hanno dimostrato come queste "Pietre Fitte", sia per la forma, la posizione e l'orientamento, potrebbero essere cippi per delimitare le centuriazionì romane.
Convento di San Francesco: Nel largo è situato il Convento Francescano del XVII sec, opera, secondo il Foscarini, di Fra' Silvestro da Lequile, mentre, secondo gli studi del 1982 di Padre Francesco Perrone, la costruzione sarebbe opera di uno sconosciuto architetto locale. Nell'interno, oltre ad un bel Chiostro con pozzetto, particolare interesse dimostra l'originario refettorio ligneo (1962-95), arricchito da affreschi dello stesso periodo.
Il Convento, inoltre, è sede di una Biblioteca esemplare, provvista di circa diciassettemila volumi ( si contano numerose cinquecentine, seicentine, settecentine). Al Convento è annessa la Chiesa, sul cui altare maggiore si impone un crocifisso in legno del 1693, opera di Fra' Angelo da Pietrafitta.
Chiesa di Santa Maria della Consolazione o di S. Susanna: Edificata nel sec. XVII in stile barocco, non sfarzoso, ma molto elegante. La facciata è caratterizzata da un portale con decorazioni a più fasce lisce, recante al centro la statua della Vergine su un capitello ionico.
Chiesa Parrocchiale di San Basilio Magno: La Chiesa Parrocchiale risale ai primi del seicento e fu edificata in sostituzione della anteriore Chiesa di Santa Maria della Stella, un tempo situata a pochi metri di distanza. La Chiesa, nella sua semplicità strutturale e povertà di elementi decorativi, rappresenta un esempio interessante di tipologia architettonica, legata alla religiosità salentina del seicento di un specifico ambiente rurale.
Frantoio Ipogeo: Interamente scavato nella roccia, risale probabilmente nel XVI sec; in questo luogo alcune persone vivevano dai sei agli otto mesi all'anno per la lavorazione e la trasformazione delle olive in olio. Vi sono anche delle stalle per gli animali che facevano girare le macine
(Fonte: sito ufficiale Comune di Lequile)