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Monumenti e Chiese di Giurdignano


Chiesa di San Salvatore: la cripta di San Salvatore, considerata la più interessante tra le strutture rupestri del gruppo idruntino. Presenta una prima campata realizzata da due spioventi ed una seconda composta da una trave di colmo da cui partono delle fasce laterali ad imitazione di un tetto a due falde; la navata destra presenta nella prima campata la stessa decorazione della precedente con la trave di colmo posta, però, in senso normale alla direttrice di ingresso, mentre la successiva è divisa in quattro crociere a vela; la navata sinistra contiene, nella prima campata, un'imitazione di tetto a due falde cassettonate con direzione normale all'ingresso, mentre la campata successiva è simile alla corrispondente della navata destra. Le tre campate del Bema sono occupate da tre cerchi concentrici con al centro una croce greca, motivo che rinvia alle tipiche cupolette bizantine. Da un'accurata lettura ci sembra che l'ignoto magister avesse un disegno ben preciso nella realizzazione di questa decorazione; infatti, mentre le falde delle campate della navata centrale hanno una direzione che rispetta l'asse liturgico della chiesa, nelle prime campate delle navate laterali l'asse è ortogonale rispetto al precedente; nelle seconde si ritorna all'asse liturgico e ciò ci fa ipotizzare che egli abbia voluto tracciare un percorso simbolico che partendo dalla prima campata della navata centrale, che non a caso è senza decorazioni, si dirama nelle tre direzioni delle navate e conduce alle tre campate delle bema ed alle sue cupole fittizie.


Abbazia di Centoporte: L'impronta dei monaci italo-greci a Giurdignano, è molto profonda. Oltre al San Salvatore, infatti, vi è la piccola cripta di Vicinanze e, soprattutto, l'abbazia di Centoporte. È detta cento porte o Centoporte per le numerose finestre ancora visibili nei suoi ruderi. Di forma basilicale a tre navate divisa da dieci pilastri, senza croce, con una sola abside in fondo alla nave mediana, ed era preceduta da un vestibolo o pronao di forma rettangolare. Il presbiterio era collocato nella nave mediana dinnanzi all'altare maggiore; ed un muricciolo chiudeva il coro e gli amboni. Le pareti erano intonacate e dipinte a fresco, come nella chiesa di San Nicola di Casole. La facciata terminava in alto a frontone ed una finestra trifora illuminava la nave mediana e le dodici finestre erano aperte nei muri laterali della stessa nave sopra gli archi sorretti dai pilastri. Il tetto era a due spioventi, come nella chiesa di Santa Maria di Cerrate, coperto di tegole sorrette da una travatura in legname; le navi laterali avevano una sola falda. Dalla facciata sotto la finestra trifora poi scendeva un'altra tettoia inclinata che copriva il vestibolo. Tre porte mettevano dal pronao nell'interno del tempio, una per ciascuna nave e tre finestre erano aperte nella parete semi cilindrica dell'abside. Un'altra porta metteva in comunicazione la nave sinistra con una stanza che forse faceva parte del cenobio brasiliano. Recenti studi condotti dal Prof. Paul Arthur testimoniano l'uso prolungato dell'abbazia che, dopo il secolo XII fu riutilizzata come chiesa, ricavata all'interno dell'abside. L'importante centro era collegato con la vicina San Nicola de Casulis.


Chiesa Matrice: Dedicata a San Rocco che salvò Giurdignano dalla peste del '600, fu costruita in stile barocco su iniziativa del sindaco Ippazio Vilei nel 1705 al posto dell'antica chiesa di San Salvatore. La facciata, alquanto sobria, si presenta divisa in due ordini da lesene. Ai lati del portale d'ingresso si notano due nicchie con le statue di San Rocco e San Vincenzo. L'interno conserva una ricchissima quadreria con tele di Saverio Lillo e Gaspare de Giovanni di Galatina. La colonna di San Rocco fu eretta come ex voto nel 1772 dal capitano di una nave che ebbe salva la vita da una terribile pestilenza la quale aveva decimato l'equipaggio.


Menhir San Paolo:Il menhir di San Paolo è uno degli esempi più interessanti di sincretismo religioso. E' uno dei più piccoli monumenti megalitici di Giurdignano (alto poco più di due metri) è posto su di un dasamento di roccia. Proprio per la sua conformazione è facile constatare una delle caratteristiche principali dei menhir di Giurdignano: possiedono tutti un foro sulla sommità. Come tutti gli altri è costruito in asse est-ovest. Il basamento è interamente scavato, questa caratteristica pone le premesse per una teoria secondo la quale al suo interno si ospitavano sepolture rituali, tuttavia non vi è nessun supporto archeologico che lo possa confermare. In questa piccola apertura è presente un affresco che testimonia la sua trasformazione in edicola, presumibilmente ad opera dei monaci italo-greci molto attivi nella zona. L'affresco tuttavia, riprende il tema di San Paolo e la taranta, facendo riferimento al culto magico-religioso del tarantismo. Siamo dunque in presenza di un importantissimo esempio che testimonia mirabilmente la transizione dai culti ancestrali dell'area mediterranea a quello cristiano. Con l'editto di Teodosio, infatti, la religione cristiana diviene religione dell'impero e si ordina l'abbattimento dei monumenti culto pagani tra cui i menhir. La forte resistenza delle popolazioni fece raggiungere un compromesso a cui seguì l'opera di progressiva "cristianizzazione" di questi luoghi. Se osserviamo attentamente questo menhir vedremo dapprima una croce incisa in epoca antecedente all'affresco (sulla parte esterna destra) e poi la progressiva trasformazione in edicola. A questo si deve aggiungere il culto del tarantismo, cristianizzato.


Menhir Vicinanze:A meno di 400 mt. di distanza si trova il menhir Vicinanze. Quest'ultimo ha un'altezza molto maggiore del San Paolo, la sua caratteristica è quella di possedere due croci incise sulla faccia rivolta a sud, una di esse è una svastica doppiata in modo da formare una croce. Proseguendo, dopo 300 mt., incontriamo il Menhir Vicinanze 2. Esso si erge su di un basamento molto suggestivo, circondato com'è dagli ulivi. I menhir dal bretone men = pietra ed hir = lunga (in italiano pietrafitta) racchiudono diverse idee religiose: quella legata alle sepolture ed alla comunicazione col mondo dei morti (testimoniata dalla tradizione secondo cui, in determinati periodi, le anime dei morti uscissero dal buco posto sulla sommità); e quella legata al cosiddetto "Axis Mundi" il "pilastro che regge il cielo" (confermata dal fatto che sono posti in asse solstiziale). Non bisogna dimenticare che, secondo altre credenze, essi garantivano la fertilità della terra e che sono in effetti posti in zone fertilissime.


Dolmen Stabile: Ubicato in località Quattro Macine. Il monumento si presenta con un'imponente pietra orizzontale sostenuta da altre tre e da numerose piccole pietre, il lastrone mostra, sulla superficie, un bordo inciso e due segni che convergono a formare una V, nelle vicinanze si possono vedere delle pozzelle con canaletti di scolo. Secondo molti studiosi, il dolmen Stabile era una sorta di altare, i due segni incisi sulla lastra orizzontale puntano verso il sorgere del sole da Capo d'Otranto nel giorno del solstizio d'estate. Nei pressi della s.p. Giudignano-Minervino si trovano i dolmen Sferracavallia, Paolo Niuri, Orfine ed - a breve distanza - i due dolmen grassi. Questi ultimi, anche se uno di essi è parzialmente crollato, rappresentano un magnifico esempio di dolmen gemelli. A Giurdignano sono presenti anche menhir gemelli, come quelli di Vico Nuovo.



(Fonte: sito ufficiale Comune di Giurdignano)


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