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Monumenti e Chiese di Galatina


Palazzo Orsini: Via Umberto I, 40 Oggisede municipale. È l'antico ospedale di Santa Caterina, realizzato per volere di Raimondello Orsini del Balzo verso la fine del XVI sec., annesso al Convento e alla Basilica di Santa Caterina d’Alessandria. Nell’atrio sono visibili l’antico stemma degli Olivetani e quello degli Aragonesi. Una finestra, posta sul portale interno attraverso cui si accede alla scalinata, è sovrastata da un altorilievo raffigurante Raimondello Orsini del Balzo o Santa Caterina d’Alessandria che, a cavallo di un destriero, calpesta un soldato.


Il Sedile: (sec. XV-XVIII) – Via Vittorio Emanuele II Antica sede della municipalità e dell’amministrazione della giustizia. Nel corso del XX secolo è stato anche sede del Circolo Cittadino. Oggi è sede del Comando di Polizia Municipale. Sulla facciata si distinguono stemmi Aragonesi del 1400 e lo stemma settecentesco della Città. Un pregevole bassorilievo cinquecentesco, attribuito ai Mastri Schindoni Nicola e Marcantonio, raffigura i volti di ignoti “uomini illustri”.

Palazzo Bardoscia: Via San Francesco, 11 Sede di alcuni Uffici Comunali. Chiamato anche “Casa Paterna”. È caratterizzato da due prospetti, quello principale in Via San Francesco e quello secondario in Via d’Enghien. È a pianta rettangolare, con pregevoli decorazioni e pavimenti a mosaico con motivi animali e vegetali che arricchiscono le sale. Durante la II Guerra Mondiale ospitò il Comando della Compagnia Antiaerea Tedesca.



Palazzo Ducale o Castello: (sec. XVI) Piazza Alighieri, 13 Si trova al centro della città e affaccia su Piazza San Pietro, Piazza Alighieri e Via Cavoti. Casa della nobiltà galatinese, costruita quando la Terra di San Pietro in Galatina fu data in feudo alla famiglia Castriota-Scanderberg dal Re Ferdinando I d’Aragona detto il Cattolico. Fu residenza dell’Arcivescovo di Otranto Adarzo de Santander (1654-1674). Pare che la facciata in Piazza Alighieri fosse impostata sulle antiche mura della città.


Palazzo Micheli:(sec. XVII o XVIII) – Via Umberto I. Palazzo "Micheli" è un edificio "gentilizio" d'interesse storico da sempre appartenuto alla famiglia Micheli, originaria di Sogliano Cavour, attualmente di proprietà della famiglia Micheli – Gorgoni. È sito nel centro storico e prospiciente con la sua facciata principale la centralissima Via Umberto I. I tre nuclei che oggi si identificano nel palazzo "Micheli" appartengono alcuni (i più vecchi con volte a botte) ad un'epoca imprecisabile (probabilmente il XVII o il XVIII secolo), mentre altri due nuclei meglio riconoscibili sono riconducibi ad un'epoca compresa tra la seconda metà del XIX secolo ed i cosiddetti "anni '20" del secolo successivo.


Porta Luce: Sulla via omonima, posta all'inizio di via Gallipoli, ad ovest del centro storico, deriva il nome dalla vicina chiesa e santuario della Madonna della Luce. E' stata ricostruita nel 1795. Vi è lo stemma della città di Galatina.

Porta San Pietro: Comunemente detta Porta Nuova, è posta sul lato nord della cinta muraria e immette su via Turati al crocevia con via Caracciolo. Anche qui si legge lo stemma della città.


Basilica di Santa Caterina di Alessandria: (sec. XIV) La splendida chiesa, dichiarata Basilica Minore Pontificia nel 1992 , affaccia su piazza Orsini. Fatta realizzare da Raimondello Orsini del Balzo ed iniziata nel 1383(1), poteva dirsi già compiuta nel 1391(2). Quest’ultima data è incisa sull’architrave della porta laterale della chiesa, posta alla sinistra dell’osservatore. E furono costruiti anche il monastero Orsiniano, che non è più quello che noi vediamo oggi ricostruito a ridosso della chiesa, e l’antico Ospedale, con diritto di patronato, attualmente denominato Palazzo Orsini e adibito a sede del Municipio. Lo stile della Basilica orsiniana, una delle chiese più caratteristiche dell’Italia meridionale, sia per la sua architettura e sia per i suoi affreschi, è costituito da una rara commistione di diversi elementi dello stile Romanico e del Gotico, i quali, senza mai alterarsi in una completa fusione, sono sempre strettamente collegati e connessi insieme: è il romanico pugliese, che trae la sua origine dal Romanico, con un qualche influsso bizantino, senza mai dimenticare la contemporanea presenza del Gotico, con influssi e ascendenze normanni.



Chiesa - Santuario - della Madonna della Luce: (1720) Sorge fuori le mura, ad Ovest della Città, nei pressi di via Gallipoli sulla omonima via Luce che ad essa conduce. Dell’impianto e dell’edificio originari poco o nulla è stato conservato in quell’ampio intervento di rifacimento operato nella prima metà del nostro secolo allorquando venne distrutto anche il bellissimo altare maggiore, opera della maestria dello scultore architetto Placido Buffelli di Alessano, realizzato intorno al 1670, poco prima della morte (1674) del committente mons. Adarzo de Santander. L’attuale facciata, in stile "neoromanico", è stata costruita insieme con l’interessante Calvario in stile "neogotico", che le è stato addossato all’esterno, sul lato della chiesa posto su via Luce. L’anno comune di riferimento di questo rifacimento è il 1933. La facciata è lineare e molto sobrio é anche l’interno che contiene, tra l’altro, la seicentesca tela della Madonna del Rosario, posta sulla controfacciata, e alcuni altorilievi in cartapesta fra cui si ricorda il San Sebastiano della ditta Longo di Lecce. Pregevole l’icona della Madonna della Luce, collocata al posto d’onore sull’altare maggiore, oggetto di continua devozione, soprattutto da parte delle puerpere.


Chiesa del Carmine: (1720) Sorge fuori le mura, ad Ovest della Città, nei pressi di via Gallipoli sulla omonima via Luce che ad essa conduce. Dell’impianto e dell’edificio originari poco o nulla è stato conservato in quell’ampio intervento di rifacimento operato nella prima metà del nostro secolo allorquando venne distrutto anche il bellissimo altare maggiore, opera della maestria dello scultore architetto Placido Buffelli di Alessano, realizzato intorno al 1670, poco prima della morte (1674) del committente mons. Adarzo de Santander. L’attuale facciata, in stile "neoromanico", è stata costruita insieme con l’interessante Calvario in stile "neogotico", che le è stato addossato all’esterno, sul lato della chiesa posto su via Luce. L’anno comune di riferimento di questo rifacimento è il 1933. La facciata è lineare e molto sobrio é anche l’interno che contiene, tra l’altro, la seicentesca tela della Madonna del Rosario, posta sulla controfacciata, e alcuni altorilievi in cartapesta fra cui si ricorda il San Sebastiano della ditta Longo di Lecce. Pregevole l’icona della Madonna della Luce, collocata al posto d’onore sull’altare maggiore, oggetto di continua devozione, soprattutto da parte delle puerpere.


Chiesa della Beata Vergine Della Purità: (1720) Affaccia in via Ottavio Scalfo (angolo via Siciliani), con una facciata bianca e lineare, scandita da due paraste e impreziosita soltanto dall’unica finestra polilobata in asse con il portale principale. Iniziata in epoca tardo-barocca nel 1776, viene completata dopo appena sei anni, nel 1782, come si legge sull’architrave dello stesso portale: ANNO DNI MDCCLXXXII.


Chiesa della Madonna dell'Addolorata: Il prospetto della chiesa, in via Pietro Siciliani, si presenta come espressione del barocco salentino, con due ingressi, e una statua, in pietra leccese, della beata Vergine dell’Addolorata, scolpita agli inizi del sec. XVIII, di splendida fattura con l’epigrafe: ET TVAM IPSIVS ANIMAM PERTRANSIBIT GLADIVS, posta al centro della purissima linea della facciata.


Chiesa della Santissima Trinità o dei Battenti: La facciata, modesta, ad un solo ingresso sormontato da un arco contenente un pannello in pietra leccese, esente da partiture orizzontali, si adorna della elegante decorazione del portale. Due semicolonne ricoperte da sottili scanalature verticali sono sostenute da alti plinti scolpiti con motivi ornamentali. Dette colonne sostengono l’architrave ornato con intagli floreali, sul quale si possono ancora rilevare le seguenti epigrafi: IANVA CONSTRVCTA ETS (!) CHRISTICOLARVM SVFFRAGIIS PRIORATVM GERENTE FRANCISCO IMBINO ET MICHINO PAPADIA POMPEIO STASI OECONOMI COETERISQ. PIIS CONFRATRIBVS, sulla cornice superiore; FRATER QVI ADIVVATVR A FRATRE QVASI CIVITAS FIRMA ET IVDICIA QVASI VECTES CONFRATERNITATVM 1579, su quella inferiore. Sull’architrave è collocata una lunetta con la raffigurazione, in altorilievo, della Madonna della Misericordia, con il manto sorretto da due angeli. Una festone di testine di angeli sulla corona della lunetta e, ancora, un angelo a figura intera sulla destra, con cartiglio su cui si legge: NOS QVOQ. TE DEI PAPAM. Scandiscono la facciata due nicchie, appena accennate, ospitanti un tempo degli affreschi oggi illeggibili, e, collocato in asse con il portale, un finestrone su ci si legge: "Lodato sempre sia il nome di Gesù e della sua pia Madre"; accanto a quest’ultimo, ancora due finestre, anche se un po’ più piccole, per una maggiore illuminazione diurna dell’interno.


Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio : La chiesa, dalla forma ottagonale schiacciata. La sua linea molto sobria, appena mossa dalla presenza dell’elegante portale, non fa assolutamente presagire la ricchezza e la sontuosità dell’apparato interno.


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(Fonte: sito ufficiale Comune di Galatina)


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