Monumenti e Chiese di Casarano
Chiesa Matrice Maria Santissima Annunziata: La chiesa fu costruita su volere esplicito del Vescovo Orazio Fortunato, dal 1699 al 1712 su un luogo di culto preesistente, di cui qualche traccia resta ancora all'esterno lungo il fianco destro.
Nella facciata sulla sommità del portale si apre una nicchia con la statua di S. Giovanni Elemosiniere, patrono della città, con accanto due statue di arcangeli. Nella parte superiore in un tondo sono riportate la data di ultimazione dei lavori e l'indicazione della provenienza dei contributi. La facciata si completa con due nicchie in cui sono poste le statue dei Santi Pietro e Paolo. L'interno a croce latina con copertura a stella, si articola con il presbiterio, con il transetto e con cinque cappelle laterali, tre sul lato destro della navata e due sul lato sinistro. Sulla controfacciata è collocata la grande tela raffigurante la Fornace di Babilonia del pittore leccese Oronzo Tiso (sec. XVIII). A sinistra dell'ingresso è collocato il Battistero.
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Chiesa Santa Maria della Croce - Casaranello: La chiesa di Santa Maria della Croce è sita in Casaranello, toponimo che ebbe origine nel Medioevo, allorché l'antico nucleo urbano casaranese si scisse in Casaranum magnum e Casaranum parvum. Tale duplice denominazione è già attestata nei Registri Angioini.
Eretto intorno alla metà del V sec. d.C. su un impianto a croce latina, a tre navate, il piccolo edificio sacro esibisce un mosaico paleocristiano che è la perla del Salento, per le sue valenze cromatiche e figurali. Era l'alba del cristianesimo e da pochi anni il Concilio di Efeso (431 d.C.) aveva proclamato il dogma della divina Maternità; così, nel mondo occidentale, la chiesa di Santa Maria della Croce in Casaranello è, se non la prima in assoluto, fra le prime testimonianze del culto della Theotòkos (Madre di Dio). Gli affreschi bizantini (sec. XI-XIV) datano a partire dai primi decenni dopo l'anno Mille (Vergine olosoma con Bambino, Santa Barbara), fino a raggiungere le soglie dell'età moderna (figure olosome di santi greci, una Déesis con il Cristo Pantacreator, pala d'altare con Odegitria dei sec. XII-XIII, e scene della Passione e morte di Cristo dei sec. XIII-XIV).
Affreschi gotici (sec.XIII) ornano la volta a botte della navata centrale e raffigurano vita e martirio delle sante Caterina d'Alessandria e Margherita d'Antiochia. Il primo fu realizzato intorno al 1250, da un affrescante francese reduce dalla crociata di Federico II di Svevia (Prandi); il secondo, probabilmente, da un suo discepolo.
Il ciclo cateriniano presenta analogie con i mosaici pavimentali di Otranto, del duomo di Vercelli, di Casale Monferrato, con gli affreschi di St.Savin de Poitiers, di St.Placare de Brinay, di St. Jacques des Guerèts, del Calendrier de Pritz, vero archetipo dell'affrescante di Casaranello.
A lungo obliata, la chiesa venne "riscoperta", all'inizio del Novecento, da autorevoli studiosi, come Arthur Haseloff, il quale ravvisò nella basilica "il monumento più antico ed importante dell'epoca cristiana primitiva nel Sud-est dell'Italia meridionale".
(Fonte: sito ufficiale Comune di Casarano)