img
igm

Monumenti e Chiese di Cannole


Chiesa Matrice: La Matrice di Cannole, dedicata alla Madre di Dio, è una costruzione tardo cinquecentesca con ampliamento settecentesco. Invero, originariamente a pianta longitudinale, nella seconda metà del Settecento, divenne a croce latina a seguito della realizzazione del transetto. Di notevole interesse sono gli altari conservati all'interno. La navata ospita due altari dedicati alla Madonna del Rosario e alla Sacra Famiglia risalenti rispettivamente al 1649 e al 1668, entrambi commissionati dai baroni Personé. La tela dedicata alla Madonna del Rosario, dell'omonimo altare, è stata attribuita al pittore leccese Giuseppe Verrio. Il transetto ospita tre altari settecenteschi, dedicati al Crocefisso, alle Anime del Purgatorio e al protettore di Cannole S. Vincenzo Ferreri, ed uno dardo cinquecentesco dedicato all'Immacolata. Le tele presenti nell'altare dell'Immacolata e su quello delle Anime del Purgatorio sono state attribuite a Serafino Elmo, pittore leccese vissuto tra il 1696-1777. L'altare maggiore è della seconda metà dell'Ottocento. Degno di nota, è anche il Battistero datato 1765.


Cappella della Madonna di Costantinopoli: Cappella comunemente detta della "Madonna del Turco"


Castello o Palazzo Baronale: Risalente al XVI secolo, il Castello si trova nella piazza principale del paese, dedicata a S. Vincenzo Ferreri e che ospita, inoltre, la torre campanaria (primi decenni del 1900), la torre dell'orologio (primo trentennio del 1800) ed il seggio (fine XVIII sec.). Originariamente il Castello svolgeva una funzione difensiva, poi sotto i Personè, si trasformò in residenza signorile senza tuttavia subire consistenti variazioni architettoniche. Più importanti furono le modifiche apportate dai Granafei, i quali acquisirono il feudo di Cannole nel 1747. Sul lato est del Castello fu costruita una nuova ala ed un giardino con una bellissima fontana dallo stile tipicamente tardo Settecentesco su cui troneggia, ancora oggi ben visibile, lo stemma della famiglia Granafei.


Masserie: Molte Masserie si trovano nel comune di Cannole:
- MASSERIA LAMA (inizio XX sec.)
- MASSERIA ALENI (fine XVIII sec. inizio XIX sec.)
- MASSERIA CROCICCHIA (inizio XX sec.)
- MASSERIA RUSSA (XIX sec.)
- MASSERIA FERRANTE-RUSSO (XVIII sec.)
- MASSERIA LO POZZO (inizi XX sec.)
- MASSERIA GIAMMANIGLI (inizi XIX sec.)
- MASSERIA PICCINNA (XVIII-XIX sec.)
- MASSERIA ANFIANO: è uno dei tre antichi siti del territorio di Cannole. Il nome Anfiano deriva dal greco "anfi" che significa "intorno-attorno" e da "ano" che vuol dire "senza", quindi: é luogo senza niente intorno, abbandonato, isolato". Abitato già in epoca romana, il casale vero e proprio sorse in età bizantina come testimoniano alcuni ambienti ipogei destinati a luoghi di culto conservati nella zona. Nel XIII sec., Anfiano fece parte del Principato di Taranto. Fu poi donato come baronia alla Famiglia Cerasoli e, per matrimonio, passò ai Sambiasi. Molti altri furono i feudatari di Anfiano, tra cui i Tolomei , i Prato, i Marascallo, i Personè, i Venturi, i Gualtieri e i Salzedo. La struttura masserizia ancora oggi esistente si presenta come un agglomerato di piccoli edifici, del Sette-Ottocento, indipendenti tra loro e provvisti di fosse granarie, pozzi e stalle. Di pertinenza della Masseria è anche il frantoio ipogeo che tutt'ora si conserva nel territorio di Anfiano.
-MASSERIA TORCITO: La Masseria di Torcito, poggiata su un lieve altopiano, a pochi chilometri dal mare, era fortemente esposta al pericolo di attacco turco, ma nello stesso tempo costituiva un buon punto di avvistamento. Molto probabilmente è proprio in questo periodo che la Masseria di Torcito, da semplice abitazione di massari (la struttura originale è riferibile al XII sec.), si trasforma in Masseria Fortificata. Vengono, infatti, costruite o rialzate le mura di cinta e viene edificato il primo piano, accessibile tramite una scala a pioli da una botola posta sul soffitto del piano terra. In caso di imminente pericolo, questo sistema consentiva, ritraendo la scala, di isolarsi al piano superiore. Qui un camino serviva a riscaldare alcuni liquidi (acqua, olio) che, bollenti, venivano gettati a terra dai piombatoi, costruiti sul parapetto del terrazzo. Cessato il pericolo di attacco e di incursioni nemiche, la Masseria subì numerose modifiche. Innanzitutto furono costruite le scale esterne che rendevano più facile l'accesso al piano superiore. Sul lato sud dell'edificio furono addossate nuove strutture: il fienile, la stalla, il forno ed altri locali adibiti a ricovero di animali e pastori furono eretti intorno alla Masseria. Fu costruita anche una chiesetta dedicata a S. Vito. L'edificio, che non conserva nulla della vecchia funzione, poiché nel '900 è stato usato come deposito, è reso unico dall'eco che risuona al suo interno. Diverse attività gravitavano intorno alla Masseria: l'allevamento dei colombi, come testimoniato dall'imponente torre colombaia eretta a pochi passi; la molitura delle olive nel vicino frantoio ipogeo; la raccolta della neve nel periodo invernale, attestata dall'esistenza di due niviere semi-ipogee. L'antichità del borgo di Torcito è attestata anche dall'esistenza di una cripta e di alcune tombe scavate nella roccia relative ad un insediamento di monaci di rito greco - italico (sec. VIII - IX). La storia del villaggio di Torcito è stata resa ricca ed articolata dalle genti che lo hanno abitato e dal tempo che ne ha segnato le pietre e basta fare una passeggiata tra le sue mura e le sue strade carraie per riviverla.


Palazzo Signorile: Dotato di un portico (Seggio) anticamente adibito a banco di giustizia.


Menhir: Detto colonna di Santu Lasi, dal nome della località in cui giace in attesa di restauro. La zona, posta sul pianoro della Serra di Montevergine, è ricca di testimonianze di antichi insediamenti umani risalenti sia neolitico che all'età del bronzo e all'epoca bizantina.


(Fonte: sito ufficiale Comune di Cannole)


Ritorna al Comune di Cannole