Monumenti e Chiese di Andrano
Cappella della Madonna dell'Attarico: E' una laura bizantina con affreschi che, levandosi a picco sul mare, offre una vista panoramica di un suggestivo tratto di costa adriatica.
Cappella di S. Maria Maddalena - Castiglione d'Otranto (frazione di Andrano): Il Santuario della Cappella di S. Maria Maddalena è presente insieme al largo "trice/fiera" all'entrata ovest del paese ed ha avuto certamente una rilevanza storica nel 1700, quando la fiera di S. M. Maddalena era una delle più antiche del Salento.Ufficialmente fu istituita il 22 luglio 1752 nell'allora "Comune di Castiglione" in Terra d'Otranto da Re Carlo III Dei Borboni, e divenne luogo di incontro per la contrattazione del prezzo dei cereali; lo stesso Re pose anche la figura istituzionale del "Magistris" che era colui il quale doveva risolvere le eventuali controversie che si potevano verificare in loco il giorno della fiera tra i mercanti, spesso di bestiame e i compratori; all'occorrenza tale figura era a disposizione anche per i centri vicini.
La testimonianza è posta sul portale del santuario intitolato alla Santa, scolpita su una lapide in pietra locale.
Chiesa dell'ex Convento: la denominazione storica originaria è stata: Chiesa di Santa Maria della Grazia. Anche questa ricorda interessanti vicende storiche legate alla vita comunitaria parrocchiale andranese. Un malconcio affresco, sepolto e riscoperto nel 1875 nella muraglia destra dell'edificio, un’epigrafe riportata sulla parete posteriore dell'altare maggiore '*' e una incisione su pietra, tardivamente collocata alla base dell'altare stesso, giustificano la supposizione che "la Grazia", a cui il titolo faceva riferimento, si identificava con l'evento di salvezza, sperimentato dalla comunità nell'invasione musulmana sul territorio salentino del 1480.
Il feudatario Giovanni Antonio Saraceno della Torrella dopo le imprese gloriosamente compiute in Italia e in Francia combattendo in difesa della società cristiana sotto il governo di Alfonso d'Aragona, figlio del Re Ferdinando di Napoli, alla fine venne ucciso dai Turchi nell'assedio di Otranto. Per interessamento e volere dell'augusta consorte, con la quale era vissuto molto affettuosamente, qui è stato sepolto. Anno del Signore 1489".
Nell'affresco domina l'immagine della Madonna col Bambino che impugna tre dardi nella destra e il libro del Vangelo nella sinistra e sovrasta la Cattedrale otrantina, davanti al cui portale giace l'eroe andranese, abbattuto a morte dai feroci invasori.
Un'altra iscrizione segnala il costruttore e l'anno di edificazione dell'edificio sacro: Nicola Prino di Tutino - anno 1561. Questa originaria chiesetta di culto prevalentemente sepolcrale pervenne in uso ai Padri Predicatori dell'ordine domenicano che dal 1600 al 1800 animarono la vita spirituale e sociale della comunità parrocchiale andranese, mentre, in concomitanza, lentamente si evidenziava qualche lieve incremento demografico.
Accanto a questa i Religiosi sistemarono il loro Conventino che ordinariamente non accoglieva più di due frati sacerdoti e tre laici conversi. La chiesetta dedicata a santa Maria della Grazia fu radicalmente ristrutturata per adeguarla alle esigenze del culto pubblico e cambiò titolo, divenendo Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Come risulta da numerose relazioni compilate in occasione delle visite pastorali, i Vescovi di Castro abitualmente preferivano incontrare la comunità parrocchiale nella Chiesa del Convento, risultando troppo angusta quella posseduta dalla comunità, prima del 1741. Anche il sottosuolo di questa chiesa fu utilizzato come luogo di sepoltura. Ai Padri Domenicani si deve la ben conservata struttura architettonica.
Ma l'attuale decorazione pittorica interna, operata in tempi recenti e altre manipolazioni insane e di cattivo gusto ne hanno alterato notevolmente l'originaria elegante fisionomia. Di notevole interesse artistico sono le due antiche tele raffiguranti S. Domenico e la Madonna del Rosario e un grande Crocifisso scolpito in legno. Fanno, inoltre, parte dell'arredamento un antico quadro di S. Agata, uno moderno di S. Lucia e una statua dell'Addolorata costituita da telaio in legno rivestito, una statua dell'Immacolata in legno e una di S. Domenico rimodellata in carta pesta. Attualmente è officiata a cura della locale Confraternita dell'Immacolata.
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Chiesa di S. Andrea Apostolo: La chiesa parrocchiale di S. Andrea Apostolo si eleva in Piazza Castello, di fronte al sontuoso matroneo che abbellisce l'angolo nord-ovest della fortezza gentilizia e fa supporre l'origine feudale della comunità.
L'epigrafe incastonata tra due blasoni sul portale del frontespizio racconta: "Questo tempio fu eretto dalle fondamenta a spese e per interessamento dell'Ecc.mo Signore D. Gennaro Fulvio Caracciolo, Duca di Montesardo e Feudatario di Andrano e dedicato all'Apostolo S. Andrea, titolare del medesimo, nell'anno 1741".
E' pervenuta alle attuali dimensioni in tre tappe. Vistosi segni esterni confermano la tesi delle ricorrenti manipolazioni. Fu costruita originariamente nelle dimensioni adeguate alle esigenze della comunità dell'epoca, tassata nel 1737 per 36 fuochi, corrispondenti a circa 300 abitanti, isolata perimetralmente da strade.
L'edificio si eleva con muratura in conci levigati artigianalmente, compatti, ma soggetti all'annerimento per la prolungata esposizione agli agenti esterni. Il tozzo frontespizio mal si incorpora all'edificio, poiché non nasconde i contrafforti di spinta, elevati per il sostegno della volta e sembra recuperato da altra chiesa demolita.
All'interno, il sontuoso arco trionfale a tutto sesto, che campeggia nella navata, delimitava lo spazio riservato al presbiterio da quello assegnato ai fedeli. Invece i quattro archi trionfali a sesto acuto, sormontati dagli ovali finestrati, che attualmente caratterizzano il centro dell'edificio sacro, trasformato a croce latina, segnalano gli spazi incorporati successivamente per realizzare l'ampliamento, iniziato nel 1836. Per circa due secoli fu anche, nel sottosuolo, luogo di sepoltura.
L'arredo interno di interesse storico-artistico e religioso è costituito da alcuni dipinti su tela, di autori ignoti, probabilmente di scuola napoletana. Raffigurano l'Immacolata, Il perdono di Assisi, La Madonna del Carmine e San Vito. Altri sono di formato ridotto: La Madonna del Buon Consiglio, San Giuseppe, San Francesco di Assisi, S. Oronzo. Sei statue in cartapesta: S. Antonio di Padova, San Pietro Martire, San Rocco, S. Andrea Apostolo, San Giuseppe, Sacro Cuore di Gesù, prodotte da rinomati artisti leccesi, sono sistemate in appositi spazi. La statua della Protettrice, Maria SS. Delle Grazie, è costituita da intelaiatura di legno rivestita di abiti finemente ricamati ed è custodita in un grande armadio a vetrina. Per adeguare il tempio allo svolgimento del culto, secondo le norme innovative disposte dal Concilio Vaticano Secondo, recentemente si sono resi necessari interventi che non hanno alterato la fisionomia originaria dell'edificio sacro al quale sono stati addossati modesti locali di servizio pastorale. Il più antico manoscritto parrocchiale che registra gli Atti di Battesimo data dal 1579.
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Chiesa di San Domenico: Iniziata nel 1516, si caratterizza per uno stile rinascimentale ricco di spunti propri dello stile locale.
All'interno trovano spazio pregevoli altari e l'ottocentesca tomba di Giovanni Antonio Saraceno, uno degli ottocento martiri di Otranto.
Chiesa di San Michele: l'edificio, pur di epoca barocca, è semplice e lineare. All'interno, sul lato destro dell'unica navata, troviamo due altari, uno dedicato al Santissimo Rosario e l'altro alle anime del Purgatorio; sul lato sinistro, invece, si può osservare l'altare intitolato a Santa maria di Costantinopoli. Un altro altare laterale è dedicato a Sant'Antonio da Padova, co-patrono del paese insieme a Sant. Oronto. Sopra l'altare centrale si può ammirare lo stemma universale, rappresentante tre territori con San Michele Arcangelo.
Cripta dello Spirito Santo:La Cripta, nata dopo la caduta dell'Impero Romano, è certamente il Santuario che racconta la storia a partire dalle origini di questa comunità.Antico luogo di culto dei Monaci Basiliani intorno all'anno mille, conserva tutt'oggi un affresco di notevole importanza storica, insieme alla presenza nelle immediate prossimità di diversi Frantoi Ipogei.
Castello Spinola - Caracciolo: Il primo schema costruttivo del castello di Andrano è quello di un "casale", un agglomerato di umili cellule abitative con il ricovero per gli animali, un recinto, la Chiesetta, la torre di avvistamento; il tutto racchiuso entro mura.
Successivamente, ingrandendosi, il caseggiato si trasforma in una masseria, dove vivono insieme pià nuclei familiari. Intorno al 1300 vengono effettuate opere di fortificazione per difendersi dagli assalti di pirati e quindi il casale diventa una masseria fortificata con un vasto terreno coltivabile e racchiusa da una cinta muraria.
Un primo assetto architettonico di castello è verificabile intorno ai secoli XV e XVI in cui viene pianificato il sistema difensivo costiero ed urbano dell'intero Salento. La prima opera ha riguardato la torre cilindrica ed il fossato. Intorno al castello vi erano depositi di derrate agricole e cereali, le "fovee", ancora in parte visibili. Alcune di queste "fosee" sono state distrutte proprio in occasione della realizzazione del fossato, segno evidente della trasformazione da casale a masseria fortificata e successivamente a Castello con relativo fossato (epoca di G. Antonio Saraceno, XV secolo).
Nel 1622 il castello venne acquistato da Alessandro Gallone e con esso cessò la sua funzione militare e venne trasformato in palazzo gentilizio. Risale a questo periodo la costruzione della loggiata interna, il balcone in stile barocco sulla piazza, le modanature delle finestre con motti in latino ed altre opere di ingentilimento.
Un successore di Alessandro Gallone, Francesco Alessandro, vendette il feudo a Fulvio Gennaro Caracciolo nel 1734. Successivamente, nel 1980 l'Amministrazione Comunale ha acquistato una prima quota del Castello per completarne poi la restante quota nel 1985, che era di proprietà delle suore maestre Pie Filipini.
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Palazzo Bacile - Castiglione: originariamente edificato attorno ad un'antica Rocca, si erge oggi, nella sua maestosa forma, nella piazza principale del paese da dove è facile ammirare le otto eleganti arcate del piano superiore.
(Fonte: sito ufficiale Comune di Andrano)